Gestire le persone: 3 lezioni che è necessario imparare

Gestire le persone è un mestiere alquanto complesso....quasi quanto fare il genitore.

Nella mia esperienza professionale ho imparato le seguenti lezioni

LEZIONE 1 - ASPETTATIVE

Molto spesso si hanno aspettative troppo alte sul proprio staff.

Perché?

Perché si pensa che gli altri abbiamo le stesse motivazioni sul lavoro di quelle che abbiamo noi. Se vi chiedete perché voi avete un'attenzione maniacale verso i dettagli e le persone del vostro staff no, il motivo è che spesso gli altri non sono guidati dalle vostre stesse forti motivazioni. Inoltre gli employees (il termine inglese mi piace molto di più di quello italiano :-) sono concentrati sulle loro mansioni e quindi non hanno attenzione su altri aspetti del business che non gli competono direttamente. Aspettarsi che gli employees abbiamo in modo naturale lo stesso sguardo attento del manager è un errore. Se però è questo quello che vogliamo allora è giusto esplicitarlo e chiederlo.

LEZIONE 2 - GESTIRE LE RELAZIONI INTERNE

Un buon manager non deve solo gestire la relazione tra se stesso e gli employees, ma anche le relazioni tra gli employees stessi. Se le conflittualità interne non vengono gestite si riflettono inevitabilmente nei risultati del lavoro. E' necessario che un manager svolga il ruolo di mediatore per risolvere i conflitti e di colui che riporta l'equilibrio all'interno del team. Ciò è importante non solo per assicurarsi il migliore clima e quindi il migliore rendimento, ma anche per capire meglio gli interessi delle varie persone e arginare e bloccare i meccanismi malati che possono generarsi.

Per tenere sotto controllo questo aspetto è necessario lavorare molto sulla Comunicazione Interna, soprattutto in aziende grandi. La trasparenza e la circolazione delle informazioni rendo il clima più tranquillo. Non c'è cosa peggiore di un ambiente in cui qualcuno sa e qualcuno no, dove alcuni hanno l'impressione di essere esclusi e dove si pensa che ci sia qualcuno che ha accesso preferenziale al processo decisionale. E' necessario quindi investire in tempo, energie e strumenti adeguati affinché lo staff abbia la possibilità di capire cosa sta succedendo, dove si sta andando, cosa fanno gli altri team, quali sono gli obiettivi comuni e le sfide su cui l'azienda investe. Oltre a rasserenare gli animi si potrebbero anche creare opportunità, potrebbero nascere idee, innovazioni e feedback che altrimenti non sarebbero emersi.

LEZIONE 3 - STRESS PROLUNGATO

Le situazioni di stress prolungato sono pericolose perché rendono le persone molto vulnerabili e volubili e incapaci di mantenere la calma e l'equilibrio in eventi delicati e in cui la tensione cresce.

Meglio cercare di disinnescare prima situazioni pericolose e trovare modi per "sgonfiare" lo stress prima che degeneri.

 

 

Le 7 cose cose che non si dovrebbero mai fare o dire durante un colloquio

Questo articolo è liberamente tratto dal sito Business Insider.

In un mercato del lavoro in crisi anche le piccole cose sono importanti, specialmente durante un colloquio di lavoro. Ecco quindi 7 cose che non si dovrebbero mai dire o fare durante una job interview.....per evitare che la prima impressione che si dà sia anche l'ultima:

  1. Non arrivare tardi al colloquio - può sembrare una banalità, in realtà capita spesso di non aver fatto abbastanza per evitare gli imprevisti che ci porterebbero ad arrivare in ritardo. Essere sicuri di avere l'indirizzo giusto e il numero di telefono della persona da avvisare in caso di contrattempo. Essere sicuri di conoscere il tragitto, i mezzi di trasporto, calcolare il tempo di percorrenza e uscire d casa con almeno 15 minuti di margine. Anche la migliore scusa può risultare sospettosa perché le persone portano ogni volta sempre le stesse scuse. Allo stesso tempo, se arrivi troppo in anticipo è meglio fermarsi in un bar a bere un caffè piuttosto che presentarsi al colloquio troppo presto con il rischio di apparire disperato. 5 minuti prima dell'orario stabilito è il momento perfetto.
  2. Non arrivare impreparato - Anche questo può sembrare ovvio, invece molte persone si presentano ai colloqui di lavoro impreparati, senza ad esempio aver minimamente guardato il sito web dell'azienda o aver tentato di vedere chi sono le persone con cui sarà tenuto il colloquio (fate un tentativo su google e su linkedin). Altrimenti si tende a fare domande ovvie che danno all'intervistatore un segnale di superficialità e pigrizia. "Non chiedere se l'azienda è pubblica o privata, dove ha la produzione, da quanto tempo esiste. Tempera la matita prima di andare a scuola!"
  3. Non chiedere informazioni su salario, benefits e altro del genere - L'obiettivo del colloquio non deve essere "cosa l'azienda può fare per te", ma "cosa puoi fare tu per l'azienda", perciò durante il colloquio devi focalizzarti sugli aspetti che ti rendono indispensabile per quell'azienda. I tuoi interessi devo essere per il tipo di lavoro e per le tue eventuali responsabilità, non su quanti giorni di ferie, di malattia, compenso etc. domande che invece è bene evitare.
  4. Non focalizzarsi sulle aspettative future ma sul lavoro di quel momento - Il colloquio di lavoro non è il luogo giusto per chiedere informazioni sull'avanzamento di carriera e le prospettive future di crescita. E' bene essere focalizzati sul lavoro per cui si sta facendo il colloquio. Certamente l'azienda vuole vedere che sei una persona ambiziosa, ma vuole anche essere sicura che tu sarai "devoto" al lavoro per cui stai facendo il colloquio e che questo non rappresenta per te solo un passaggio verso un programmato avanzamento di carriera.
  5. Non trasformare le domande sui tuoi punti deboli in qualcosa di positivo - Quando gli intervistatori ti chiedono di parlare dei tuoi punti deboli non dire che sei un gran lavoratore o che sei troppo perfezionista. Piuttosto sii onesto e tira fuori i tuoi veri punti di debolezza che potranno essere migliorati e che non interferiranno con la possibilità di compiere un buon lavoro.
  6. Non mentire - Non esagerare sulle tue esperienze o sulle tue capacità perché anche se otterrai quel lavoro ci sono ottime probabilità che poi non sarai in grado di gestirlo. Inoltre più menti più sarà facile scivolare sulle proprie bugie all'inseguimento della coerenza con ciò che hai detto di falso.
  7. Non chiedere se ci sono delle buone ragioni per cui non sarai selezionato - L'intervistatore potrebbe semplicemente non essere sincero perché spesso non ha ancora deciso. Inoltre tale domanda tende a creare imbarazzo e tende a far sollevare l'attenzione del tuo intervistatore sui tuoi punti debli.

I 4 segreti dei grandi pensatori strategici

Liberamente tratto da un articolo di INC.

Sistemi complessi sono difficili da analizzare. Spesso ci sfuggono gli aspetti cruciali.

L'essenza del pensiero critico è proprio quella di rallentare il processo di analisi dandosi il tempo per vedere le cose da punti di vista diversi (reframing: rifare la conrice al quadro dà al quadro un aspetto diverso): vedere oltre gli aspetti convenzionali, familiari, le abitudini, le consuetudini e focalizzarsi su ciò che è unico in ogni decisione importante.

Qua 4 segreti del pensiero critico:

  1. Rallentare. Prima di decidere prova a riformulare varie volte il problema. Ciò non deve richiedere troppo tempo: semplicemente chiediti e chiedi al tuo team "C'è un altro modo per definire questo problema - quale è l'aspetto cruciale?" . Questo approccio dovrebbe diventare lìapproccio standard nell'affrontare ogni progetto e ogni dialogo, specialmente quando il tema è nuovo e complesso.
  2. Esci dal coro. Datti da fare per invertire la saggezza popolare quando affronti nuove sfide oppure situazioni che si stanno deteriorando lentamente. Non accontentarti del pensiero incrementale. Crea modi per testare ipotesi che tengono duro nel tuo mercat. Naturalmente, diverso non è sempre meglio, quindi  cerca di capire la saggezza insita nella saggezza popolare così come i suoi lati oscuri.
  3. Incoraggia il disaccordo. Il dibattito può favorire l'intuizione, a condizione che il conflitto sia tra le idee e non tra le persone. Sempre più viviamo in un mondo dove le persone possono scegliere di interagire solo con quelli che sono d'accordo con loro, attraverso amici di Facebook, le fonti di notizie preferite, o le nostre cricche sociali. Per uscire da questi schemi, favorisci l'approccio a punti di vista alternativi con la mente aperta. Non diventare prigioniero di un miope modello mentale.
  4. Collabora con i "Maverick". Trova mavericks (cavalli pazzi) credibili, quelle voci solitarie nel deserto che molti respingono, e poi impegnati con loro. Non basta essere semplicemente a proprio agio con il dissenso quando accade che si verifichi. I pensatori critici cercano coloro che veramente vedeno il mondo in modo diverso e si sforzano di capire il perché. Spesso ti troverai in disaccordo con loro, ma a volte sapranno riformulare il tuo modo di pensare per il meglio.